Pubblicato il 20/01/2024 da alnao nella categoria Debian

Git - Logo DownloadsIl tool GIT è il programma per il controllo delle versioni di software e distribuzione più usato al mondo, inizialmente proprio creato per la gestione degli sviluppi del KernelLinux, ad oggi è usato in tutto il mondo anche delle grandi aziende per i progetti di grandissimi progetti. Il sistema può essere installato con l’omonimo pacchetto e per la configurazione basta lanciare i comandi

git config --global user.email "you@example.com"
git config --global user.name "Your Name"

per poi usare GIT per scaricare e inviare file basta lanciare i comandi:

git clone https://gitlab.com/name/name.git
cd name
touch README.md
git add README.md
git commit -m "add README"
git push -u origin master

è possibile anche usare il plugin dedicato di Eclipse o Visual Studio Code per la gestione dei repository e la gestione dei commit/push. Inoltre esistono dei piccoli grandi tool grafici come git-cola o gitg, sono sicuramente da provare ed è da notare anche la simpatica descrizione del gitCola in Synaptic. Guide complete di GIT sono disponibili nelle pagine dedicate a JavaEE con Eclipse e Angular.


Visual Studio Code è un programma per lo sviluppo, rilasciato da Microsoft gratuitamente anche per la piattaforma GNU Linux, può essere usato per quasi tutti i linguaggi: ad oggi è considerato il miglior programma per tanti linguaggi come PHP, Javascript e Typescript. Può essere facilmente scaricato dal sito di microsoft, le istruzione per l’installazione variano spesso quindi bisogna sempre controllare alla pagina ufficiale la sezione dedicata a Debian.

Ad oggi esistono più modi di configurare il repository e installare il programma, per esempio:

# apt-get install software-properties-common apt-transport-https curl
# curl -sSL https://packages.microsoft.com/keys/microsoft.asc | sudo apt-key add -
# add-apt-repository "deb [arch=amd64] https://packages.microsoft.com/repos/vscode stable main"
# apt-get update
# apt-get install code

Poi infatti basta lanciare il comando dall’icona che compare nel menù del desktop. Nel programma sono disponibili diversi plug-in per usare GIT ed è disponibile una console integrata per il lancio dei server NPM e NG per React e Angular. Come per gli altri sistemi operativo anche su GNU Linux è possibile scaricare i plug-in disponibili per tutti i linguaggi come Java o C. Un elenco incompleto dei plugin indispensabili:

  • github copilot
  • git graph
  • git history
  • intellicode
  • extenpion pack for java
  • language support for java
  • maven for java
  • project manager for java
  • test runner for java
  • pylance
  • python
  • docker
  • aws toolkit

Postman Icon Vector SVG Icon - SVG RepoAnche per Postman non esiste il pacchetto Debian ufficiale e per poterlo installare esistono due possiblità: scaricarlo dai server di snap con un semplice click oppure scaricare l’installer in formato tar.gz dal sito ufficiale e poi installare il programma con i comandi:

# tar -xzf Postman-linux-x64-*.tar.gz
# sudo rm -rf /opt/Postman
# sudo mv Postman /opt/Postman
# sudo ln -s /opt/Postman/Postman /usr/bin/postman
$ cat > ~/.local/share/applications/postman.desktop <<EOF
[Desktop Entry]
Encoding=UTF-8
Name=Postman
Exec=postman
Icon=/opt/Postman/app/resources/app/assets/icon.png
Terminal=false
Type=Application
Categories=Development;
EOF

con l’ultimo comando si è creata la voce di menù da cui è possibile accedere al programma velocemente, poi gli aggiornamenti vengono scaricati automaticamente dal programma stesso.


Per gli ambienti GNU Linux sono disponibili molti diversi DBMS, il più usato ovviamente è  MySql, già descritto nella sezione su LAMP, ma nel tempo sono stati sviluppati altri gestori di base dati più o meno open-source, uno dei più famoso e più usati è PostgreSQL, questo è disponibile nei repository ufficiali con dei pacchetti pronti, infatti basta installare i pacchetti base:

# apt-get install postgresql-13 postgresql-all ufw

e poi bisogna modificare il file di configurazione:

# pico /etc/postgresql/11/main/postgresql.conf

verificando che siano presenti le righe non commentate (senza il cancelletto iniziale)

listen_addresses='localhost'
port = 5432

da notare che di default è permesso solo l’accesso da locale, è possibile modificare questa impostazione valorizzando con asterisco per l’apertura a tutta la rete internet. Successivamente bisogna aprire le porte di rete e configurare le utenze

# ss -tunelp | grep 5432
/sbin/ufw allow 5432/tcp
systemctl restart postgresql
su - postgres
$$ psql -c "alter user postgres with password 'parolaSegreta'"
$$ createuser prova
$$ createdb testdb -O dbuser1
$$ psql
 =# \c prova
 =# alter user dbuser1 with password 'DBPassword';
 =# create table testtable ( id int,firstname text, lastname text );
 =# insert into testtable (id,firstname,lastname) values (1,'Alberto','Nao');
 =# select * from testtable;
# systemctl restart postgresql

con questi semplici comandi si sono eseguite delle configurazioni base del server tra cui la creazione un utente nel sistema Debian, la creazione di un database e di una tabella, le query finali son un semplice esempio di verifica del corretto funzionamento del database.

Per collegarsi al database PostgreSQL è possibile usare qualunque programma come Beekeeper ma è consigliato installare PgAdmin4, scaricabile da un repository dedicato con i comandi:

# curl https://www.pgadmin.org/static/packages_pgadmin_org.pub | sudo apt-key add
# sh -c 'echo "deb https://ftp.postgresql.org/pub/pgadmin/pgadmin4/apt/$(lsb_release -cs) pgadmin4 main" > /etc/apt/sources.list.d/pgadmin4.list'
# apt-get update
# apt-get install pgadmin4 pgadmin4-desktop pgadmin4-web
# /usr/pgadmin4/bin/setup-web.sh

da notare che con l’ultimo comandi si è abilitato l’accesso via web dall’indirizzo localhost/pgadmin4.


File:MongoDB Logo.svg - Wikipedia Per quanto riguarda il MongoDB l’installazione è un attimo più complicata perché si deve scaricare da un repository proprietario e non da quelli ufficiali di Debian.

# apt-get install dirmngr gnupg apt-transport-https software-properties-common ca-certificates
# curl -fsSL https://www.mongodb.org/static/pgp/server-4.2.asc | sudo apt-key add -
# add-apt-repository 'deb https://repo.mongodb.org/apt/debian buster/mongodb-org/4.2 main'
# apt-get update
# apt-get install mongodb-org
# systemctl enable mongod --now
# mongo --eval 'db.runCommand({ connectionStatus: 1 })'}

poi bisogna subito configurare la rete per permettere l’accesso, il file di configurazione è

/etc/mongod.conf

nel quale bisogna verificare le configurazioni base di accesso:

bindip = 127.0.0.1,indirizziIpCheUsanoMongo
#port = 27017
#auth=true

se modificato il file di configurazione, bisogna successivamente riavviare il server con il comando:

# systemctl restart mongod

Per l’accesso da riga di comandi è disponibile una console, un semplice esempio di utilizzo di questo comando:

$ mongo
> use collectiondemo
> db.elenco.insert({nome:"Alberto"})
> db.elenco.find()}

Un tool grafico per poter usare mongo è Robomongo che purtroppo non è disponibile nei pacchetti pronti per debiam ma deve essere scaricato un file installer in formato tar.gz dal sito ufficiale

https://robomongo.org/download

dove è possibile trovare la guida per l’installazione e la configurazione del tool.


Per chi usa il cloud AWS è indispensabile usare i comandi da riga di comando Command Line interface AWS-CLI e AWS-SAM, entrambi sono facilmente configurabili in pochi istanti grazie ai tool messi a disposizione direttamente da AWS. L’installazione della CLI è facilissima e basta seguire i passi descritti nella documentazione ufficiale:

$ curl "https://awscli.amazonaws.com/awscli-exe-linux-x86_64.zip" -o "awscliv2.zip"
$ unzip awscliv2.zip
# ./aws/install
$ aws --version

In caso di errore di questo ultimo passaggio basta aggiungere al file .bashrc il path /usr/local/bin/ dove viene installato il CLI di AWS. Per configurare il profilo bisogna prima creare un utente di tipo programmatico con la key nel servizio IAM di AWS, poi basta lanciare il comando:

$ aws configuration --profile nomeUtente

per configurare un profilo, in questi passi saranno richieste le due chiavi dell’utente, la zona di default (come eu-west-1) e il formato delle risposte (come json). Una volta configurato la CLI, per provare il corretto funzionamento e collegamento basta lanciare il comando:

$ aws s3 ls

per visualizzare l’elenco dei bucket presenti nel servizio S3 nella region impostata di default in fase di configurazione. L’elenco dei comandi specifici della CLI è disponibile negli articoli dedicati al servizio AWS.

Per quanto riguarda la CLI-SAM, la versione CLI dedicata ai servizi serverless, i passi da seguire per l’installazione sono:

# wget https://github.com/aws/aws-sam-cli/releases/latest/download/aws-sam-cli-linux-x86_64.zip
# unzip aws-sam-cli-linux-x86\_64.zip -d sam-installation
# ./sam-installation/install
$ sam --version

Una guida completa di SAM può essere trovata al sito ufficiale mentre esempi di utilizzo di questo mando si possono trovare nella sezione di AWS del sito alnao.it.

L’installazione di SLS (detta anche serverless-cli) si basa sul sistema di pacakge NPM e bisogna lanciare il comando di installazione del pacchetto dedicato:

$ npm install -g serverless

e poi bisogna configurare le credenziali programmatiche di accesso con il comando:

$ serverless config credentials --provider aws --key <key> --secret <secret> --profile serverless-admin

Per verificare che sia tutto configurato correttamente basta lanciare il comando:

$ servless

oppure:

$ sls

Alcuni esempi di utilizzo di SLS sono disponibili sulla pagina dedicata al cloud AWS.


Per la installazione del demone dei Docker basta installare i pacchetti omonimi: docker e docker-compose presenti nei repository ufficiali e poi possono i vari comandi dei docker per gestire il demone:

# systemctl status docker
# systemctl start docker

e poi si può analizzare il contenuto del demone con il comando:

# docker ps

se si dispone di un file YML o YAML con la configurazione del docker basta lanciare i comandi

# docker-compose up -d

per scaricare e avviare il demone dei contenitori, per esempio usare pgAdmin4 su un docker basta:

# mkdir ~/dockerPadmin4
# cd ~/dockerPadmin4
# docker pull dpage/pgadmin4
# docker run -p 5050:80 -e "PGADMIN_DEFAULT_EMAIL=postgres" \
-e "PGADMIN_DEFAULT_PASSWORD=password" -d dpage/pgadmin4
# docker-compose up -d
# docker ps

in questa sequenza di comandi si è scaricato e attivato il docker PgAdmin4 sul demone locale con la configurazione delle porte, ovviamente bisogna prestare attenzione che non siano già occupate da altri server, in particolare potrebbe essere necessario aprire le porte del firewall locale per le porte con i comandi:

# /usr/sbin/iptables -I INPUT 1 -i eth0 -p tcp --dport 5432 -j ACCEPT
# /usr/sbin/service iptables save
# /usr/sbin/iptables --list

e sul server PostgreSql è necessario aggiungere la riga

listen_addresses = '*'

se non presente nel file di configurazione

/etc/postgresql/11/main/postgresql.conf

e aggiungere la porta

host all all 0.0.0.0/0 md5

nel file di configurazione

/etc/postgresql/11/main/pg_hba.conf

e poi riavviare il server con

# /etc/init.d/postgresql restart

alla fine è possibile collegarsi al PgAdmin4 via web all’indirizzo

http://localhost:5050/browser/

e nella login bisogna inserire username e password indicati in creazione del docker, per collegarsi al PostgreSql bisogna configurare l’indirizzo IP (il valore localhost non sempre funziona) e selezionando la voce “SSL Compression”. Per fermare il docker bisogna lanciare il comando:

# docker stop NUMERO

dove il NUMERO è il valore ritornato dal comando ps che mostra l’elenco di tutti i docker attivi nel demone.

MENU